Pax vobis, PACS nobis

Quattordicigennaioduemilasei.
Un giorno potrò dire: “in piazza Farnese c’ero anch’io”.
E’ la prima volta che partecipo a una manifestazione promossa (fra gli altri) da Arcigay.
Sono sempre stato contrario a Pride e altre manifestazioni.
Questa volta però sono sceso in piazza per i miei diritti, diritti inviolabili.
Io che ho studiato legge conosco bene la Costituzione, conosco a memoria l’art. 3 mai messo davvero in pratica.
Centinaia, migliaia di persone manifestavano contro uno Stato che non garantisce le unioni di fatto come via via sta accadendo nel resto del Mondo.
Qui, nel nostro “Bel Paese” non chiediamo nemmeno tanto: semplicemente un contratto per garantire diritti civili, e non il matrimonio agognato da tanti.
Ma già si grida allo scandalo.
L’atmosfera in piazza è bellissima: nessuna baracconata, molte famiglie, una nutrita schiera di giovani, molti adulti e perfino anziani.
Fra i tanti cartelli me ne colpisce uno in particolare: “Pax vobis, Pacs nobis”.
Dopo una breve attesa, intorno alle 15 inizia finalmente la manifestazione.Presenta Alessandro Cecchi Paone, sembra un po’ più in forma rispetto alla notte precedente quando l’ho incontrato da solo e un po’ triste al Muccassassina.
Cecchi Paone lancia subito un’invettiva contro la Chiesa: subito scatta un lungo applauso.
Fra il pubblico, proprio accanto a me, c’è Marina La Rosa (quella del Grande Fratello 1) insieme ad alcuni amici: è una dei tanti, sorride e scherza, invoca diritti, dal vivo è dolce, bella e simpatica.
Sul palco intanto 5 coppie raccontano le loro storie di convivenza, mettono in piazza i loro sentimenti rendendosi vulnerabili, per una giusta causa.
Si celebrano unioni simboliche. E’ un momento intenso.
Poi Cecchi Paone passa il testimone alla bravissima Lella Costa, che si collega con Milano, dove più di 100.000 donne manifestano perché non sia loro tolto il diritto di scegliere se abortire o meno.
Le due piazze, Roma e Milano, si salutano calorosamente, si abbracciano virtualmente.
A un certo punto io per un impegno precedentemente preso sono costretto ad andare via, non senza un po’ di rammarico.
Però mi allontano sorridendo, felice di aver fatto parte anch’io di quella folla unita pur se eterogenea.
Sorrido mentre percorro Piazza Navona, sorrido imboccando via del corso.
Smetto di sorridere quando a un certo punto mi imbatto in una piccolissima manifestazione di Forza Nuova contro i gay e i Pacs.
Sono solo una ventina di persone, ma la cosa mi rattrista molto, anche perché per lo più sono giovani.
Ho 23 anni, mi domando se mai vedrò un’Italia migliore, o se è un sogno riservato ai miei figli (se ma riuscirò ad adottarne) o nipoti…
So che prima o poi accadrà, e chiudendo gli occhi penserò: quel giorno in piazza Farnese c’ero anch’io.